In questo sito appare una selezione di blogspot gia' apparsi sul mio blog personale
prima del 9 Aprile 2008, data di apertura di questo blog.

Da allora in poi, ne e' una replica fedele.


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martedì 7 dicembre 2010

Giro di boa



Giro di boa?

boe
Anche i galleggianti più professionali e impenitenti finiscono in secca, prima o poi
(qualsiasi allusione al governo è da ritenersi pretestuosa)

domenica 5 dicembre 2010

Netiquette


= = = = = = = = = = = = = =       AVVISO PRIVACY = = = = = = = = = = = = = = =
Il contenuto della presente e-mail ed i suoi allegati, sono diretti esclusivamente al destinatario e devono ritenersi riservati, con divieto di diffusione o di uso non conforme alle finalita' per le quali la presente e-mail e' stata inviata.
Pertanto, ne e' vietata la diffusione e la comunicazione da parte di soggetti diversi dal destinatario, ai sensi degli artt. 616 e ss. c.p. e D.lgs n. 196/03 Codice Privacy.
Se la presente e-mail ed i suoi allegati sono stati ricevuti per errore, siete pregati di distruggere quanto ricevuto e di informare il mittente al seguente recapito: xxxi@yyyy..it
Mario Rossi
Responsabile del Servizio XXXX dell'Istituto YYYY
= = = = = = = = = = = = = =
netiquuette
Da qualche tempo, capita di ricevere delle e-mail private e personali come un semplice invito a partecipare ad una festa; una rimpatriata fra vecchi colleghi; semplici auguri di buon compleanno ecc. che si concludono con una coda simile a quella che ho riportato fedelmente qui sopra. Viene da chiedersi perché si sia scelto di chiudere con il pre-masticato e mal scritto pistolotto sulla privacy, anziché con un saluto cordiale del tipo: "Un caro saluto da Mario" o un più affettuoso: Ti abbraccio, Maria"
Una risposta benevola è: chi ha mandato il messaggio ha "dimenticato" di cancellare la coda in burocratese che usa nei messaggi formali fra istituzioni, ma è una giustificazione che scricchiola, visto che per cancellare l' "avviso" sarebbe bastato un attimo, e allora?
Non ho una risposta convincente. Non so se si tratti di sciatteria, ignoranza, cattivo gusto, ostentazione o altro, ma non posso che dispiacermi di questo ulteriore degrado della posta elettronica che mi fa rimpiangere il tempo in cui era uno scomodo strumento di élite, fra i pochi che avevano un indirizzo elettronico e lo sapevano usare nel rispetto di una netiquette sobria, che bandiva gli attachment come intrusi sospetti e sgraditi e lo spam non esisteva ancora.

Qui sotto, accludo la traduzione da spagnolo a italiano della tabella con le prescrizioni di netiquette che vedi nella figura:

Se invii messaggi in formato HTML, una bacchettata.
Se rispondi in Top-posting, una bacchettata.
Se invii posta indesiderata, una bacchettata.
Se invii una Off Topic senza "OT", una bacchettata.
Se scrivi a lettere maiuscole, una bacchettata.
Se scrivi a H4X0R, una bacchettata. (?)
Se scrivi con 'k', una bacchettata.
Se intervieni fuori luogo, una bacchettata.
Se il soggetto non è descrittivo, una bacchettata.
Se invii allegati, una bacchettata.
Se scrivi più di 80 caratteri per riga, una bacchettata.
Se utilizzi un enconding raro, una bacchettata.
E se chiedi questo elenco, una bacchettata.

martedì 30 novembre 2010

Sushi nostrano


"Sushi" all'emiliana


affettato

Foto scattata a Bologna alle 12 e 45 del 24 novembre 2010 nella trattoria Fuochi durante il nostro riverente pellegrinaggio settimanale.
Le crescentine ed il lambrusco, inseparabili compagni di tavola dell'affettato misto, si sono tenuti, timidamente, fuori dall'inquadratura.

venerdì 26 novembre 2010

Fiera del cioccolato



Da oggi si è riaperta al pubblico la Fiera del cioccolato a Bologna. Le pagodine bianche degli stand, questa volta, sono state distribuite su alcune strade del cuore della città, oltreché in piazza Maggiore, per evitare l'eccessivo affollamento che si era verificato negli scorsi anni. La cioccolata piace a molti, come sappiamo, e una fiera tutta dedicata alle delizie che i maestri cioccolatieri di tutta Italia riescono a fare si è rivelata una bomba: un successo che aumenta ogni anno. La gente si affolla e pare proprio spassarsela "a bocca piena". Ho scattato un po' di foto che ho messo su Flickr e potrai vederle comodamente cliccando qui o sulla foto qui sotto

cioccolato

Foto scattata a Bologna il 25 novembre 2010 durante l'annuale Fiera del cioccolato

sabato 20 novembre 2010

Soli come cani

Non avevano alcuna voce in capitolo. Era come se parlassero un’altra lingua. Tirare a indovinare li aveva lasciati a bocca asciutta. Non avevano più frecce al loro arco, benché fossero cacciatori nati e sputati. Sul far della sera sapevano di non potere contare troppo vista la loro umile origine. Non avevano sufficiente larghezza di vedute per i tempi che corrono. Si lasciavano andare come se ogni istante fosse l’ultimo della loro vita. Avevano fatto del minimalismo una bandiera ed erano strutturalmente inadeguati per fronteggiare un mondo in continua evoluzione che non lascia più spazio ai deboli. Guardavano al futuro, ma non ne scorgevano l’orizzonte. Neppure la tecnica del mordi e fuggi, praticata  con insistenza e con un vero talento naturale, aveva dato i frutti sperati.  Cacciati perfino dalle chiese si erano ridotti a vivere in un canile. Che razza di animali! Erano soli come cani. Di tanto in tanto abbaiavano con toccante naturalezza, questo sì.



Foto scattata a Cortona il 26 maggio 2001




venerdì 19 novembre 2010

Caratteri spigolosi

Caratteri ...spigolosi




Foto scattata il 26 settembre 2010 durante "Artelibro" nel palazzo di Re Enzo a Bologna



In fila


 in fila per cinque col resto di due





Foto scattata il 14 novembre 2010 alle 14 e 10 nei pressi del Beaubourg a Paris


martedì 16 novembre 2010

Comignoli parigini

 

... nei cieli bigi guardo fumar dai mille comignoli Parigi

 



Foto scattata il 5 novembre 2010 alle 18 e 10 dalla finestra del bagno di casa a Paris


domenica 14 novembre 2010

Défenseur du temps

Da anni, nel brevissimo tragitto per tornare a casa dalla piazza del Beaubourg, per evitare in parte il rumore del traffico di rue Beauborg, percorriamo una scorciatoia che attraversa il Passage de l'Horloge. Inevitabile dare un'occhiata al grosso manufatto metallico, collocato a tre metri d'altezza, che dà il nome al passage.
Si tratta di un orolgio meccanico animato che, allo scoccare delle ore, mette in moto le allarmanti figure dorate che lo compongono, ma non funziona mai: problemi di manutenzione? La novità è che, di recente, sotto l'enorme complesso bronzeo, anchilosato e immobile da anni, hanno piazzato un esplicito cartello "en panne" che risparmia la delusione agli speranzosi passanti che si fermavano a becco in su, in attesa di vedere il mostro mettersi in movimento allo scoccare dell'ora.
Spero che, prima o poi, tolgano il cartello e rimettano in funzione l'orologio: chissà cosa combinano "i difensori del tempo", quando potranno finalmente scatenarsi come facevano in gioventù?


Passage de l'Horloge

Foto scattata il 1 novembre 2010 nel Passage de l'Horloge a Paris
L'automa "Défenseur du temps" (1979) è di Jacques Monestier

 

Porno-zucche

dom 14 novembre 2010  Porno-zucche

Foto scattata il 30 ottobre 2010 al Marché des enfants rouges, nel Marais di Paris

giovedì 28 ottobre 2010

Biblioteca di San Giorgio

mer 27 ottobre 2010  Biblioteca di San Giorgio
Durante una passeggiata in centro questa mattina, camminando lungo via Nazario Sauro che ho percorso per anni andando a scuola al liceo Minghetti, ci siamo imbattuti nella ex-chiesa di San Giorgio (fine '500) nuovamente restaurata. L'ultima volta che ci eravamo andati molti anni fa avevamo ascoltato dei madrigali, durante una serata organizzata per ex-minghettiani, allora aveva ancora l'aria di una chiesa sconsacrata. Oggi, invece, l'abbiamo ritrovata trasformata in biblioteca, una bella biblioteca sobria, elegante, silenziosa: un luogo civilissimo e gradevole dove abbiamo trascorso una piacevole mezz'oretta passeggiando fra le navate e sfogliando un libro del '700 sulla storia di Ravenna. Siamo riusciti a trovarlo in una elegante scansia nella navata centrale con l'aiuto del catalogo on-line, consultabile confortevolmente in una cappella laterale. Nel silenzio e alla luce del sole che filtrava dalle alte finestre alcuni ragazzi studiavano tranquillamente. La biliotecaria, gentile e discreta, ci ha consigliato di lasciare il libro sul tavolo prima di uscire.
Gran bel posto.
Con il telefonino ho scattato alcune foto che ho organizzato in forma di presentazione che puoi saricare poi vedere cliccando qui o sulla foto qui sotto.

martedì 26 ottobre 2010

Ohmmm...

mar 26 ottobre 2010  Ohmmm...

La solerte meditatrice che ripete il suo mantra Ohmmm... è l'ingrandimento ottenuto com SmillaEnlarger partendo da una piccola immagine trovata in rete con Google Immagini e riprodotta qui sotto:
Come si vede, il programmino, del tutto gratuito e di uso molto semplice ed intuitivo, consente di ottenere ingrandimenti di buona qualità da piccoli originali pescati in rete o di piccole porzioni ritagliate da immagini grandi. SmillaEnlarger.exe non richiede installazione e, quindi, può essere usato anche da una pennina USB, dopo avere decompresso in una cartella il file SmillaEnlarger-v0.8.5.zip scaricato dalla rete qui.
Mi è sembrato che valesse la pena di segnalarlo ai cari lettori del mio blog.

martedì 19 ottobre 2010

Bau bau... andiamo?

mar 19 ottobre 2010  Bau bau... andiamo?

Foto scattata con il telefonino in via Clavature a Bologna

lunedì 18 ottobre 2010

Crisi d'identità

lun 18 ottobre 2010  Crisi d'identità

Crisi d'identità

Foto scattata con il telefonino di fronte ad un gelataio, all'inizio di via Indipendenza a Bologna il 28 settembre 2010

lunedì 19 luglio 2010

Polpo all'aruspicina

lun 19 luglio 2010 Polpo all'aruspicina

Chiariamo subito che il polpo all'aruspicina non è una ricetta estiva di origine etrusca, alternativa alle seppie alla livornese e, soprattutto, non comporta la morte del polpo. Di cosa si tratta allora? Niente di più che della rivitalizzazione, per mezzo di un polipo vivo, dell'antica e prestigiosa arte divinatoria, praticata dagli aruspici etruschi per secoli, fino alla caduta dell'impero romano. L'Ars Haruspicina consisteva nel predire il futuro esaminando le viscere, il fegato in particolare, di vittime sacrificali, in altre parole, di ammazzare degli animali ignari, squartarli ed esaminarne le frattaglie secondo complicatissime tabelle ben conosciute da autentici specialisti: gli aruspici, appunto, che dovevano essere etruschi e conscere la lingua dei loro padri con cui era stata definita l'arte aruspicina prima della conquista romana dell'Etruria, in modo da poter confezionare oracoli misteriosi e pronunciare incomprensibili maledizioni, in caso di bisogno.

E il polpo? Che ci azzecca con tutto questo il polpo, direbbe l'onorevole Di Pietro. Be' parecchio, visto che dopo l'irreparabile scomparsa di autentici aruspici etrusco-parlanti ci si è dovuti ingegnare per cercarne un sostituto e qualcuno lo ha trovato con successo in un comune polipo che, vivendo in un acquario, e trasparentemente infilandosi in una scatola di sua libera scelta fra quelle disponibili fornisce un oracolo inequivocabile agl'interroganti, benché, ancora una volta, ne ignorino la lingua, ancora più misteriosa dell'antico etrusco.

Dopo i successi predittivi ottenuti nel corso della recente coppa del mondo calcistica, il polipo Paul (pescato nell'isola d'Elba e, quindi, etrusco) è ardentemente richiesto in Iraq dove, quattro mesi dopo le elezioni, gli eletti non riescono ad accordarsi sulla scelta del primo ministro, incaricato di formare il nuovo governo. Per uscire dall'empasse, basterebbe scrivere i nomi dei politici che si stanno contendendo la poltrona di primo ministro in piccoli contenitori di vetro e lasciare scegliere a Paul che non è né sciita, né sunnita, né curdo. Non rappresenta alcuna maggioranza, né minoranza e, soprattutto, non aspira ad avere alcuna poltrona per se o per i suoi amici.

O tempora, o mores!

Perline africane

lun 19 luglio 2010 Perline africane

"Dr. Livingstone, I presume." la celebre frase, nel pomposo stile vittoriano, con cui Stanley, partito alla ricerca dell'esploratore Livingstone lo salutò, dopo averlo trovato, in capo a due anni, in un villaggio sperduto nel cuore dell'Africa, mi risuonava in mente mentre passeggiavo lungo la riva adriatica, deturpata da una fila di bancarelle rudimentali gestite da ragazzi africani, ricolme di collanine e perline colorate,.
Numerose signore e giovanottine, con o senza il corredo di pazienti partner maschili, le affollavano, apparentemente interessate alla coloratissima paccottiglia da due soldi, come doveva accadere quando gli esploratori della generazione di Livingstone raggiungevano i villaggi più remoti dell'Africa centrale e mostravano la merce che si erano portati appresso per attenuare l'ostilità e la diffidenza degli indigeni.
Ieri come oggi si trattava di perline di vetro, la sola differenza è che si sono invertiti i ruoli: oggi ardimentosi ragazzi africani si spingono nei nostri villaggi balneari con simili provviste di ciondoli e collane per conquistare l'attenzione delle indigene che abboccano di buon grado, a quanto è dato di vedere.

Il lato positivo della faccenda, volendone trovare uno, è che questo commercio si svolge in postazioni fisse, ancorché estremamente rudimentali e precarie: un'evoluzione indubbia rispetto alle profferte petulanti dei "vukkumprà" old style che si aggiravano fra gli ombrelloni, tormenntosi come mosche. Questa seconda generazione ha adottato, invece, la tecnica del ragno: al mattino montano le loro ragnatelle-bancarelle sul bagnasciuga e vi si piazzano dietro, immobili, in attesa che le acquirenti-mosche finiscano spontaneamente nella loro tela.
Sono curioso di vedere quali saranno gli ulteriori sviluppi di questo commercio che risulta così vitale da sopravvivere al mutare dei tempi, dei luoghi e dei costumi: fra il formalisimo dei Livingstone di ieri e le ciccione da sbarco in due pezzi panterato di oggi la differenza è notevole, a colpo d'occhio.

Sfogliare il telefonino

dom 18 luglio 2010 Sfogliare il telefonino

Per la prima volta in vita mia ho letto un intero libro sul mio nuovo telefonino Android. Non parlo mai in questo blog della mie letture, non so perché, anche se leggere è una delle occupazioni prevalenti della mia vita intera, ed in particolare di questi ultimi anni, durante i quali ho più tempo per leggere quello che mi pare.
Il primo romanzo letto confortevolmente, molto confortevolmente, sul telefonino è stato "Non qui, non ora" di Erri De Luca a cui è seguito, a ruota, "Il peso della farfalla" dello stesso autore. Entrambi mi sono piaciuti molto, ma non è dei libri che voglio parlare, piuttosto dello strumento di lettura che mi ha sorpreso per la sua efficienza. Infatti, prima di provarlo, non lo ritenevo niente di più di uno strumento di emergenza, invece ho scoperto che si può "divorare" un intero romanzo, anzi due, seduti in poltrona o distesi a letto, anche al buio, tenendo e sfogliando comodamente "il libro" con una sola mano.
Infatti il telefonino è leggero, lo schermo in bianco e nero è regolabile a piacere per luminosità, contrasto e dimensione dei caratteri che possono essere neri su bianco o bianchi su nero. I quattro pollici di diagonale dello schermo contengono poche righe di testo, ma, unite alla comodità di sfogliare le paginette con un leggero tocco della stessa mano che regge "il libro", non affaticano affatto né rallentano il procedere, anzi. Impagabile poi la possibilità di leggere a letto, restando a finestre aperte completamente al buio per far entrare la brezza nottturna, senza invitare anche le zanzare.

Le poche mosse necessarie per avere una piccola collezione di romanzi nella memorietta del telefonino, partendo da comuni file pdf (l'equivalente degli mp3 per i brani musicali e quasi altrettanto diffusi in rete) consistono nel convertire il formato da pdf in epub con il programma gratuito Calibre, installare sul telefonino Android il programma gratuito Wordplayer, trasferire via cavo i testi nella memoria del telefonino ed infine "importarli" nella libreria di Wordplayer con il quale sarà possibile leggerli, regolando a piacere la dimensione dei caratteri e la luminosità delle pagine. Molto comoda è anche la possibilità d'inserire facilmente segnalibri, in modo da poter riprendere la lettura nel punto in cui ci si era fermati.

Un'alternativa ancora più semplice è scaricare direttamente e gratuitamente dal market Android il software Kindle, registrarsi sul sito di Amazon fornendo i dati della propria carta di credito e scaricare un libro dall'immensa libreria (quasi tutta in inglese) di Amazon direttamente sul proprio telefonino in poche decine di secondi e per pochi dollari. Io ho preso Pinocchio in italiano per meno di quattro dollari e ho potuto ricominciare la lettura del capolavoro di Collodi pochi minuti dopo. Fantastico! E' sperabile che i nostri editori si rendano conto della potenzialità dello strumento e vincano i loro timori e l'attuale letargia, in modo che si trovino per pochi euro edizioni ufficiali di testi in italiano come accade per quelli in lingua inglese.

venerdì 9 luglio 2010

acca due o

Premesso che io, quando sono in casa, bevo l'acqua del rubinetto e la trovo buona, al ristorante mi adatto alla minerale. L'altro giorno, uscendo appunto dal ristorante, ero reduce da una bottiglia di acqua imbottigliata frizzante, in mancanza di una brocca d'acqua come si usava un tempo, quando mi sono imbattuto in una vetrina di preziose acque minerali: tutte e solo in bottigliette di fogge strane, piuttosto piccole e dalle origini esotiche come le isole Fiji o più domestiche come le isole britanniche o l'America del Nord.
Non si trattava di "normali" bottiglie d'acqua minerale, seppure forestiere, ma di una specie di chanel-numero-cinque da bere in un bicchierino d'argento facendo schioccare il palato e prodigandosi immediatamente in iperboliche lodi, suppongo. Dico, "soppongo" perché finora non mi è mai capitato di vedere dal vivo la scena di uno di questi sommelier d'acqua dolce mentre si esibisce nell'assaggio di un sorso d'acqua delle isole Fiji, fra le poche nazioni che si fregiavano, fra l'altro, di celebri cannibali, fino all'altro ieri.
Non che io abbia una stima molto maggiore dei più diffusi sommelier di vino. Su questo punto trovo impagabile la parodia che ne ha fatto Antonio Abanese:


 

Quando a scuola studiavamo le proprietà dell'acqua, ci dicevano che è l'elemento basilare per l'esistenza della vita, consiste di molecole composte di Idrogeno e Ossigeno (H2O, appunto) e si presenta come un liquido incolore, insapore e inodore e questo è quello che mi aspetto dall'acqua che bevo: che non sappia di niente, sia bella limpida e non emani strani odori come quella al cloro delle piscine o la famigerata acqua con puzza di acido fenico del dopo guerra. Ricordo che da bambino, appena prima di pranzo, era diffuso il rito di acidulare e frizzantare una bottiglia d'acqua non propriamente inodore con le due bustine d'Idrolitina o, seguendo una diversa scuola di pensiero, con la mono-bustina Idriz. Io non ero un patito di questo costume, ma da bambini si mangia e si beve quello che ti danno i grandi. Tutti consentivano, però, che avere l'acqua corrente in casa che sgorgava inesauribile dal rubinetto era una grande comodità che risparmiava i viaggi con il secchio fino alla fontana o il più comodo armeggiare con fune e carrucola per estrarla dal pozzo di casa.
Quest'ultima situazione è ancora molto diffusa in vaste aree del mondo, per non parlare di situazioni ancora peggiori, e, sebbene i pittoreschi ottoni dei venditori d'acqua turchi siano ormai scomparsi, rimpiazzati da più anonime e pratiche taniche di plastica, fra gli assetati che bevono l'acqua torbida di pozzi simili a pozzanghere e gli acquirenti delle preziose bottigliette la forbice sembra essersi allargata, in barba alla cosiddetta globalizzazione. Che sia un segno di progresso?
Le foto di bottiglie le ho scattate con il telefonino a Bologna in via Ugo Bassi. Il venditore d'acqua è preso dalla rete e il sommelier è su youtube.

giovedì 8 luglio 2010

Con il caldo, stare leggeri

gio 08 luglio 2010 Con il caldo, stare leggeri.

Uscendo dalla confortevole penombra della biblioteca "Sala Borsa" dove, in questi giorni canicolari, si possono leggere riviste e giornali in santa pace, mi sono imbattuto in questo gruppetto di turiste masochiste che, appoggiati gli zaini da venti kili, rifiatavano un momento all'ombra di palazzo D'Accursio a Bologna, prima di riprendere il loro assurdo cammino. Ho fatto appena in tempo a scattare questa foto con il telefonino che già ripartivano, mentre io ammiravo la tenuta "da-dio" del Nettuno: bello nudo e circondato da zampilli di acqua fresca. Tu sì che la sai lunga!

lunedì 28 giugno 2010

Nonsense


lun 28 giugno 2010 Nonsense

C'era un vecchio di Brisighella
che mangiava solo pane e mortadella
né pioggia o sole né tempesta o vento
lo distoglievan dal suo comportamento
quel metodico vecchio di Brisighella

Questo mio Limeric è un tpico prodotto fatto in casa come i tortellini di Natale. Il maestro di questo genere di "nonsense", poco popolare in Italia, è Edward Lear, un inglese dell'800, abile disegnatore e grande viaggiatore, che morì a San Remo nel 1888.
In italiano i suoi limerics sono conosciuti nella traduzione di Carlo Izzo che amava lo spirito di Lear e pubblicò "Il libro delle follie" (Neri Pozza editore, Venezia 1954) e, più tardi, "Il libro dei nonsense" (Einaudi editore, Torino 1970). Entrambi sono impreziositi da illuminanti introduzioni sul nonsense dello stesso Izzo e corredati delle illustazioni che Lear disegnò ad accompagnamento e completamento dei testi che, nelle sue intenzioni, erano destinati ai ragazzi.
Solo il volume del 1970 contiene, accanto alla traduzione illustrata, anche il testo originale in inglese.
Riporto qui sotto un limeric preso dal volume del '54 non perché sia più significativo di altri, ma perché, dopo quarant'anni, ancora mi suona nell'orecchio recitato dalla calda voce comunicativa di Carlo Izzo che, per una ragione che ignoro, lo portava come esempio, calcando sull'aggettivo "romantico" dell'ultino verso: chiave di volta interpretativa del tutto.
nonsense
Chi volesse saperne un po' di più su Edward Lear clicchi qui ; mentre chi volesse leggersi qualche altro limeric di Lear (purtroppo privo delle illustrazioni di corredo) clicchi qui
La ragione che mi ha indotto, dopo decenni di oblio, a ripescare dagli scaffali di casa i due volumi di nonsense, amati e dimenticati, è un "incontro" casuale in rete. Partendo da un articolo sul supplemento culturale della domenica de Il sole 24ore e passando dagli spiritosissimi Green Porno di Isabella Rossellini, mi sono imbattutto in alcuni "Video senza senso" cioè dei nonsense in formato clip video. La trasmigrazione dall'ottocentesca carta&penna al video-clip ha stuzzicato la mia curiosità, così ne ho guardato alcuni e ne propongo qui sotto uno che ho apprezzato particolarmente:

martedì 22 giugno 2010

Non fatevi incantare...

mar 22 giugno 2010 Non fatevi incantare...

... meglio nude che malvestite

Ultimi giorni

Foto scattata a fine agosto 2009 con il telefonino in un mall della riviera ferrarese


lunedì 21 giugno 2010

Appoggiarsi con stile

lun 21 giugno 2010 Appoggiarsi con stile

armani

Foto scattata oggi con il telefonino in piazza Calderini a Bologna.
La gincobiloba a cui si appoggia la bellagioia non appartiene allo stilista, ma all'arredo urbano bolognese.

lunedì 24 maggio 2010

Morì per aver perso un telefonino

lun 24 maggio 2010 Morì per aver perso un telefonino

Molti anni fa era ben nota una barzeletta che raccontava del visitatore di un cimitero scozzese, stupito nel leggere su di una lapide "Morì per aver perso un soldino" e, ancora di più, nel leggere sulla lapide accanto "Morì ...". (Chi non consce il resto della storiella mi scriva che gliela racconto.)

Ebbene, in questi giorni un venticinquenne laureato cinese della ditta Foxconn si è buttato dal quarto piano, dopo aver perso un prototipo di iPhone che doveva custodire gelosamente al riparo da avidi sguardi di spie industriali. Non so se sulla sua tomba abbiano scritto "Morì per aver perso un telefonino", né tantomeno conosco il contenuto della lapide accanto, ma c'è poco da ridere, visto che i suicidi di giovani e giovanissimi impiegati nella stessa fabbrica, nove per ora, si sono susseguiti a ritmo allarmante e hanno indotto i proprietari ad assumere psicologi e monaci buddisti per vedere di arrestare la moria.

Che clima si respiri in quella fabbrica non è stato ancora accertato da osservatori esterni neutrali. Per ora sappiamo solo che la ditta ha pagato alla famiglia del giovane suicida 52.000 dollari e un vitalizio ai suoi genitori di 4400 dollari all'anno.

Questa storia mi ha ricordato il bellissimo film Café express di Nanni Loy nell'episodio in cui Nino Manfredi ascolta, con incredula amarezza, i parenti di un guardiano notturno, morto ammazzato nel difendere il cantiere, esprimere la loro gratitudine al padrone che ne ha pagato il funerale.

Troppo buono, Lei!



martedì 18 maggio 2010

Fratello eleganza

mar 18 maggio 2010 Fratello eleganza

fratello  eleganza

"(ANSA) - SHANGHAI, 18 MAG - Da barbone a icona della moda. E' la parabola di un barbone di Ningbo, una citta' della Cina nordorientale. Grazie ad una foto su internet, e' diventato 'Fratello Eleganza', richiesto da diverse case di moda. Il giovane e' stato fotografato da una ragazza che ha messo la foto in un social network. La foto e' stata la piu' cliccata, tanto che l'attenzione e' montata intorno al giovane ed ora il suo stile trasandato viene copiato da diversi ragazzi."

Durante una scorribanda sulle notizie ANSA nel settore Tecnologia e Internet, mi sono imbattuto in questa notizia che mi ha sorpreso, benché il mio livello di sorprendibilità sia piuttosto basso, ormai. Di barboni se ne vedono in giro parecchi con cui stabilire un confronto e debbo riconoscere che questo cinese è più dignitoso della media, ma da qui a farlo assurgere a "Fratello eleganza" ce ne corre parecchio.

Detta brutalmente, mi sembra ci sia una bella confusione sui canoni estetici, anche limitandoci al vasto settore della "bassa moda". Indubbiamente svetta, però, rispetto a quello che ho fotografato a Parigi lo scorso inverno nei pressi del Beauburg alle nove del mattino, ancora in abbigliamento notturno.



venerdì 26 febbraio 2010

San Google, non fare la viola mammola

ven 26 febbraio 2010 San Google, non fare la viola mammola

Il tribunale di Milano ha condannato in prima istanza Google quale responsabile di aver lasciato su Youtube (proprietà di Google) un filmato che mostrava degli studenti mentre irridevano e maltrattavano un loro compagno disabile. Il filmato è stato cancellato solo in seguito alla denuncia di un cittadino, dopo una cinquantina di giorni dalla pubblicazione, durante i quali Google ha guadagnato visibilità dalle numerose richieste di riproduzione del filmato.

Questa, semplificando, è la vicenda che ha suscitato tanto clamore e, verosimilmente, avrà lungi strascichi e un finale incerto. Infatti, da una parte si schierano i difensori della "libertà della rete" quale base di democrazia universale che presume l'irresponsabilità di chi gestisce un contenitore qual è Youtube, lasciando la responsabilità dei contenuti agli autori dei pezzi ospitati. Dall'altra si schierano coloro che ritengono Google responsabile di non aver rimosso prontamente il filmato ripugnante, ma di averlo lasciato a lungo in rete, lucrandoci sopra, direttamente o indirettamente.

Questo è il punto, a mio parere: "guadagnandoci sopra per lungo tempo". Google ha gli strumenti per conoscere, a posteriori, i filmati molto cliccati e, se fra questi si trovano oggetti dal contenuto repellente ed in vistoso contrasto con la sua stessa policy etica dichiarata, ha la possibilità di accorgersene ed intervenire prontamente con la rimozione. Se non interviene e lascia il pesce marcio in vetrina per più di quaranta giorni, la faccenda "puzza".

Ritengo che bisognerà trovare una soluzione (difficile) che concili l'esigenza di conservare la libertà della rete con un'applicazione più tempestiva della policy etica dichiarata, ma, finora, perseguita un po' troppo distrattamente, e questo avvalora il sospetto che dietro i ritardi d'intervento ci sia un'inconfessata volontà di lucrare sul lurido.

Ah! Ah! Ah! non fare la viola mammola San Google. Comportati bene, che siamo in tanti ad amarti e vorremmo continuare a farlo.


giovedì 18 febbraio 2010

Murale a San Giovanni in Persiceto

gio 18 febbraio 2010 Murale a San Giovanni in Persiceto

Piazza Betlemme a San Giovanni in Persiceto - Bologna

Quando mio figlio Marco ed il suo amico e socio decisero di trovare una sede per la loro nuova ditta d'informatica che dimezzasse le distanze casa-uffcio di entrambi, scelsero San Giovanni in Persiceto, a mezza strada, appunto, fra Bologna e San Felice sul Panaro, loro luoghi di residenza.
In poco tempo, facendo i muratori, gli elettricisti e gl'imbianchini, aggiustarono bene alle loro esigenze un locale a pianterreno che era stato un negozio di alcunché che non ricordo o non ho mai saputo.
In occasione dell'inaugurazione della nuova e prima sede, andammo un giorno a vedere come si erano sistemati e, in quell'occasione, facemmo "un visita guidata" nei dintorni, scoprendo per la prima volta la piazzetta dipinta che chiamano piazza degli inganni o Betlemme.
Ci piacque subito, così ci siamo ritornati più volte, ed il 4 maggio scorso, ho cercato di fotografare l'intero insieme, approfittando della bella luce.
Ora ho messo le foto su Flickr a documentazione di quest'opera originale e allegra di cui, però, non ho trovato notizie (né immagini) in rete.

CLICCA QUI, o sulla foto, per vedere l'intera piazzetta in una sequenza a pieno schermo; ne vale la pena e, se passi da San Giovanni, falle una visitina.

domenica 14 febbraio 2010

Murales a Comacchio

dom 14 febbraio 2010 Murales a Comacchio

In un sabato di sole, finalmente, ci siamo ritrovati a mangiare al mare nel ristorante abituale, potremmo dire "di famiglia", con il nipotino Alessandro e i suoi genitori. Lungo il percorso di andata, ci hanno condotto nella periferia di Comacchio, in un quartiere di vecchie case popolari dove si trova un lungo murale dipinto sul retro di piccole baracche in muratura, prospicienti un giardinetto spelacchiato. Me ne avevano già parlato, ma non l'avevo ancora visto e mi è sembrato notevole. Naturalmente, l'ho fotografato e inviato a Flickr.
Cliccando QUI o sulla foto sotto potrai vederlo per intero come slide-show.

Murale a Comacchio

Inevitabile, con il sole alto e in asenza di vento, la rituale passeggiata sulla riva del mare, insolitamente azzurro; un bell'azzurro cartolina che si confondeva all'orizzonte con il cielo terso, senza neppure la nuvoletta obbligatoria. La foce del canale era popolata da una colonia particolarmente nutrita di gabbiani, fermi a dondolarsi in chiacchiere e pettegolezzi dopo il pranzo.

gabbiani


In uno dei pochi caffè aperti, il gestore, da solo nel locale vuoto come una bocca affamata, stava facendosi compagnia con la chitarra, senza cantare. Alla nostra richiesta titubante di caffé (era il barista o un gitano di passaggio?) ha concluso il pezzo in corso con un poderoso slego flamenco per venire a servirci il caffè, rinunciando a colpi di tacco, e schiocchi di mano che gli devono essere rimasti in pectore. Sul soffito giravano le pale come in una bodega messicana... per spingere verso terra il caldo soffiato da una stufona appesa al cielo, mi ha spiegato il gitano, dissipando la mia perplessità.

ponte San PietroAl ritorno, siamo ripassati da Comacchio per cavarci lo sfizio di percorrere per la prima volta il nuovo ponte San Pietro che, finalmente, ripristina il collegamento diretto fra la cittadina e le sue valli meridionali, interrotto dal 1999 quando quello vecchio subì un danno e non fu mai più ripristinato.

In una decina di anni ci si poteva aspettare che i pensosi amministratori di Comacchio, ora sotto inchiesta o agli arresti per sospette disinvolture gestionali, tirassero fuori dal cappello, come minimo, un calatrava mignon, invece niente di più di un manufatto massiccio in calcestruzzo e metallo, sollevabile al centro verso l'alto per lasciare passare le imbarcazioni, un bruttone pronta-cassa, dall'aspetto simile a quelli che il genio pontieri monta nella pausa pranzo, tanto per tenersi in esercizio. Sarebbe impietoso qualsiasi confronto con il ponte di legno sul Reno che i legionari di Giulio Cesare completarono in un paio di settimane per avvertire i Germani che, loro, sull'altra sponda del fiume ci andavano e tornavano a loro piacimento.

Ad ogni modo, varcato il ponte, abbiamo ripercorso con piacere, dopo tanti anni, li lungo rettilineo scalcagnato fra le piatte campagne, sottratte alle acque quando la bonifica realizzò la famosa promessa del politico di turno: "... e questi laghi, saranno prosciutti".



Pubblicato da Alessandro C. Candeli (@lec) dom 14 febbraio 2010 Invia un commento all'autore

lunedì 8 febbraio 2010

La Défense

lun 08 febbraio 2010 La Défense

La Défense

La Défense a Paris

A Parigi nei giorni scorsi, in una mattinata di tempo incerto, con ben 20 minuti di sole, siamo tornati alla Défense per vedere come sta continuando a crescere... e l'abbiamo trovata proprio bene: continua a svilupparsi seguendo le linee già ben delineate fin dagli inizi.
A mezzogiorno in punto è suonata una poderosissima sirena; il suono sembrava giungere da ogni punto e faceva impallidire il ricordo della sirena della Magneti-Marelli che segnalava agli operai l'inizio della pausa per il pranzo, quando ero bambino. Mi hanno detto che suona in tutta la Francia a mezzogiorno del primo mercoledì di ogni mese per testare il funzionamento del sistema di allarme nazionale che dovrebbe scattare in caso di...

La domanda è: in caso di Armagheddon, sentita la sirena cosa si dovrebbe fare? Non l'ho saputo, ma immagino che ciascuno abbia le sue brave istruzioni scritte in francese che gli indichino cosa e come fare, potendo. L'altro giorno il risultato della prova d'allarme è stato un festoso sciamare di giovani ambosessi in tenuta manageriale che, sbucando da impreviste aperture, hanno riempito i larghi camminamenti pedonali all'ombra dei grattacieli azzurri.
A mezzogiorno e dodici minuti è suonata la sirena per la seconda volta: fine-allarme, suppongo, ma nessuno ha mostrato di notarla. Sarebbe stato bello vedere qualche manifestazione di consenso gioioso per lo scampato similpericolo; non dico ballare la cucaracha, ma un applausino, non mi sarebbe dispiaciuto.

Chissà se - diononvoglia- quando suonerà la sirena per una qualche vera ragione tutti usciranno a braccetto dagli uffici per andare a papparsi la solita crep con un frizzantino? "... al lupo! Al lupo!"

Cliccando sulla foto o QUI potrai attivare una sequenza di foto scattate quel giorno. Provaci!

venerdì 5 febbraio 2010

Chez Marie

ven 05 febbraio 2010 Chez Marie

Chez Marie

Chez Narie Montmartre

Tempo da lupi a Parigi nei giorni scorsi: meglio bersi un caffè al caldo, dietro i vetri.

venerdì 15 gennaio 2010

Canali a Bologna

ven 15 gennaio 2010 Canali a Bologna

Canale nel centro di Bologna

Canale a Bolognacanale a Bologna

In questi giorni è circolata la notizia che il Comune di Bologna sta studiando l'opportunità di riportare alla luce un breve tratto di un canale che scorre sotto via Riva di Reno la cui copertura è bisognosa di manutenzione. Rifare la copertura o riportare alla luce il canale? questa è la domanda. Inevitabilmente ci sono i pro e i contro e, altrettanto fatalmente, si sono formati due partiti. Vedremo come finirà la vicenda. Nel frattempo accontentiamoci di guardare uno dei pochi tratti scoperti della ragnatela di vie d'acqua che percorrevano la città, quando si andava a piedi e le barche erano uno strumento apprezzato per trasportare le merci.

Le due immagini, scattate da via Piella, mostrano il canale che corre parallelo a via Augusto Righi



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